La generatività muove amore.

E’ il percorso senza morte (una curiosa interpretazione latina definirebbe l’amore = a-mors, senza morte) che conduce alla continuità sostenibile dove l’estinzione lascia il posto al susseguirsi di continui processi di trasformazione evolutiva.
Le Organizzazioni sono organismi viventi che, di conseguenza, non possono candidarsi all’immortalità in quanto tale, ma possono orientarsi ad una visione adulta e far fruttare il seme della generatività, presente in tutti noi e, quindi, in tutte le realtà fatte di persone.

Il modello dell’Organizzazione generativa promosso da Societas è l’insieme di valori, competenze e azioni che trova origine in una nuova lettura e interpretazione del ciclo generativo biologico, adattata al contesto socio-economico attuale e forgiato dalle esperienze professionali e personali del fondatore Luca Valdonio e di alcuni stretti collaboratori con i quali si sta condividendo questo magnifico progetto di Comunità.
Il modello dell’Organizzazione generativa è rappresentato da 5 valori fondamentali che declinano successive competenze, strumenti e azioni che, se portati all’interno delle realtà socio-economiche, risvegliano e sviluppano l’indole generativa, attivando ciclicamente nuove chance di continuità sostenibile.
Di seguito presentiamo i 5 valori fondamentali.

Comunità
Tutte le Organizzazioni economiche sono comunità e costituiscono il nostro sistema socio-economico. Se si vuole favorire lo sviluppo di una socio-economia sostenibile e durevole, la massimizzazione dei profitti, l’inseguimento del successo personale e le sterili logiche di crescita quantitativa dei volumi e dei consumi non possono più rappresentare gli obiettivi esclusivi di missione. E’ ormai necessario un significativo ampliamento della cultura e della dimensione comunitaria delle Organizzazioni, motrici e protagoniste del socio-territorio in cui vivono, al quale è adesso necessario rivolgersi con attenzione e restituzione. La Comunità necessita del “noi” attraverso “il prendersi cura di”: porre al centro la persona, connettersi e cooperare, condividendo valori, risorse e obiettivi. E’ l’esperienza del dono, quell’atto del ciclo generativo che mette l’essere umano nella condizione di desiderare e mettere al mondo. Favorire lo sviluppo di una modalità più sostenibile di conseguire obiettivi economici e sociali è il modo con cui le Organizzazioni si prendono cura di se stesse, della Comunità e del sistema socio-economico, per la continuità sostenibile. 

Managerialità
Managerialità è “condurre per mano”.
Tutte le Organizzazioni, di qualsiasi estrazione e dimensione, devono dotarsi di competenze manageriali adeguate per la buona governance. Vocazione, talenti e consapevolezza del ruolo di educatore e guida compongono l’atto dell’allevare e guidare, fase fondamentale e unica del ciclo generativo che consente l’orientamento allo sviluppo evolutivo. Fare strategia, pianificare, verificare, decidere ed evolvere, valori solidi e condivisi, una vision partecipata e una mission sostenibile costituiscono le basi delle Organizzazioni generative.

Spersonalizzazione
Le Organizzazioni sono patrimonio della collettività e devono sopravvivere al proprio fondatore e a chi le possiede.
Una delle caratteristiche tipiche della cultura imprenditoriale italiana è la quasi totale coincidenza esistenziale fra Impresa ed Imprenditore. Se l’imprenditore sbaglia, l’azienda chiude. Se muore, l’impresa si ferma. L’impresa non è l’imprenditore e quest’ultimo non deve essere l’impresa. Le Organizzazioni costituiscono la Comunità e hanno la grande responsabilità di continuare ad alimentarla. Il processo di spersonalizzazione, che favorisce la continuità e lo sviluppo, avviene quando, pur continuando a prendercene cura, rendiamo autonome le nostre Organizzazioni, atto del ciclo generativo che rende liberi e che favorisce la crescita per l’evoluzione.
Spersonalizzazione significa abbandonare la dimensione egocentrica, riconoscere e accettare i limiti e orientarsi al bene dell’Organizzazione, per la sua permanenza in vita. 

Cambiamento
Il cambiamento è quel processo in cui il “vecchio”, rinunciando a se stesso, si dona al “nuovo” e lo rende libero affinché possa “andare”.
Il cambiamento per essere evolutivo, quindi sostenibile, trova origine in un atto d’amore incondizionato.
Ciò che precede si prende cura contemporaneamente di se stesso e dell’altro attraverso il dono di sé a ciò che viene.
Il cambiamento si misura nella disponibilità e nella capacità di lasciar andare, l’atto del ciclo generativo che rende liberi e favorisce l’evoluzione verso il nuovo.
Non favorire il cambiamento significa interrompere il ciclo generativo e estinguersi.

Le Organizzazioni si orientano al cambiamento evolutivo, che è principalmente valoriale, se sono pronte ad ospitarlo e farlo proprio, attraverso una governance preparata e lungimirante, maggiore flessibilità strutturale e organizzativa. 

Reinventarsi
L’evoluzione è la naturale conseguenza della necessità “biologica” di vivere meglio di prima.
Le Organizzazioni, organismi viventi, si orientano spontaneamente al “nuovo”, incarnazione della continuità e atto del ciclo generativo che chiude il cerchio e introduce un nuovo desiderio di mettere al mondo, di creare.
Reinventarsi significa porre l’Organizzazione nella condizione di generare il “nuovo” per la continuità sostenibile, significa dire di no al declino e aprirsi alla creatività.
Essere disposti a mettere in discussione ciò che si è stati fino a quel momento, analizzare il modello di sostenibilità per far emergere anticipatamente le criticità e stimolare in modo strutturato la creatività, sono le basi per r-innovare.